Si apra il proprio editor di testo, la propria shell o ciò di cui il lettore si è munito per scrivere un file ASCII (si ricorda che basta anche il Blocco Note, per gli utilizzatori di Windows) e si scriva questo semplice file sorgente (liberamente tradotto da The TeXbook):
\hrule\vskip 1in\centerline{\bf UNA BREVE STORIA}\vskip 6pt\centerline{\sl di A.\ U.\ Tore}\vskip .5cmC'era una volta, tanto tempo fa, in una lontana galassia, chiamata \"O\"o\c c,viveva un computer che sichiamava R.~J.\ Drofnats.Il Sig.~Drofnats---o ``R.\ J.'', comepreferiva farsi chiamare---%qui scrivo quello che voglioera felicissimo quando lavoravae stampava documenti bellissimi.\vskip 1in\hrule\vfill\eject\endQuesto semplice sorgente, che verrà salvato con il nome di storia.tex,
permetterà di delucidare molti aspetti del TeX, che verranno analizzati
qui di seguito.
Prima di tutto: sia LaTeX che TeX si basano su alcuni comandi,
o macro, che vengono considerate iniziate con la
barra rovescia (\) e terminate con il primo carattere non alfabetico,
barra rovescia inclusa; questo spiega perché spesso quando si
scrive, nel codice Il \TeX tuttora \`e un ottimo sistema di
scrittura, lo scrittore distratto ottenga come output: “Il
TeXtuttora è un ottimo sistema di scrittura”, con le parole
“TeX” e “tuttora” attaccate. Ciò avviene
perché TeX vede la macro \TeX terminata con lo spazio; essendoci,
dopo lo spazio, una lettera, TeX attacca la “X” alla “t”.
L'inconveniente si risolve in molti modi, i più indicativi sono
(per comodità lo spazio è sostituito dall'underscore, _):
... \TeX\_tuttora ... (barra rovescia + spazio);... \TeX{}_tuttora ...;... {\TeX}_tuttora ....Questi metodi sono applicabili a qualsiasi macro ricorra nel testo del documento.
\hrule: è il comando che dice al compilatore
di stampare una linea orizzontale nel file di output.
\vskip Xum: dove “X” è un numero
e “um” è un'unità di misura, a scelta fra
quelle che riesce a gestire TeX, cioé:
\centerline{ ... } centra il contenuto delle parentesi graffe
su una riga.
\bf: indica che il testo deve essere formattato
in grassetto (Bold Font).
\sl: indica che il testo deve essere formattato in slanted
(SLanted).
\"O: indica che la O deve essere posta sotto il segno
umlaut, per ottenere una Ö.
\"o: lo stesso del codice di sopra, per ottenere una ö.
\c_c (dove l'underscore è uno spazio): serve per aggiungere una c con la cedilla, per ottenere ç.
~: la tilde significa che le due parole che
sono unite da questo segno non possono essere separate da un ritorno a capo;
viene spesso utilizzata erroneamente dopo un punto per ridurre la spaziatura
(la quantità di spazio lasciata dopo un punto non è uguale a
uno spazio normale);
Linea 11, riga vuota: come nel LaTeX, anche TeX fa cominciare un nuovo paragrafo se trova una linea vuota;
\ (backslash + spazio): questo è il comando
per dire al TeX di inserire una quantità di spazio pari a un carattere
“spazio” normale; permette di ridurre la spaziatura dopo il punto e
non impedisce che la frase possa andare a capo nello spazio appena assegnato.
---: esistono quattro tipi di lineetta nel TeX e nel LaTeX:
-, per le parole composte (eye-liner);--, per gli intervalli di numeri (ad esempio, “pagg. 24-32”);---, per i commenti nella frase, come nell'esempio di sopra;$-$, per il segno del meno (es. “-5 gradi”).`` e '': sono le virgolette del TeX; non esistono,
nel TeX, le virgolette semplici ( " ) come in Word; le virgolette ``
nella tastiera italiana vengono ottenute con la combinazione di tasti
“ALT + 96”, mentre le altre sono il segno dell'apostrofo;
%: rappresenta, nel TeX, il segno del commento; tutto ciò
che segue il percento sulla stessa riga non viene processato da TeX e non appare
nel documento. La posizione del % permette inoltre di correggere l'errore tipografico
dello spazio dopo una lineetta;
\vfill: rappresenta un comando particolare; TeX, in corrispondenza
di questo comando, infila quanto più spazio “verticale” può;
la distinzione fra spazio verticale e orizzontale è fondamentale
nel TeX e consiste
nella differenza fra lo spazio che intercorre, ad esempio, fra due paragrafi del testo
(verticale) e fra due parole all'interno della stessa frase (orizzontale).
\eject: dice al TeX che è finita la pagina. La combinazione
di questi due ultimi comandi permette di far stampare l'output a inizio pagina e non
centrato come avrebbe fatto di default TeX.
\end: dice al TeX che è finito il documento; tutto ciò
che segue l'\end viene ignorato.
Uno dei primi suggerimenti che possono essere forniti è di utilizzare, in luogo di
\vfill\eject\end, la macro \bye, che
produce gli stessi risultati.
Se il file sorgente è stato scritto correttamente, compilate il sorgente nel modo appropriato
(su riga di comando: tex storia.tex oppure cliccando sull'apposito pulsantino,
in WinEdt); dovreste ottenere un documento in formato dvi del tutto simile
a questo file ps.
Il TeX presenta una organizzazione di files più semplice del LaTeX; gli unici files che si troveranno nella cartella dopo la compilazione saranno:
.tex: è il codice sorgente, usato per dare al TeX un input di comandi;.log: è il file in cui il TeX registra tutti i suoi output, compresi gli errori. È quindi molto comodo in fase di correzione degli eventuali errori;.dvi: è il codice oggetto che TeX crea a partire dal codice sorgente compreso nel file .tex.