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Punti Didot

 
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Autore Messaggio
nhcvi2



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Messaggi: 6

MessaggioInviato: Mar Giu 28, 2011 10:11 pm    Oggetto: Punti Didot Rispondi citando

Nella necessità di dover comporre secondo un layout molto tradizionale ho fatto uso dei punti Didot invece che dei punti anglosassoni.
Ciò ha implicato dapprima l'inclusione di un file di stile nel documento originale, anche se poi ho preferito creare una nuova classe che rispondesse a tutte le mie esigenze.

Vorrei sapere, qualora altri si siano trovati ad affrontare lo stesso problema, come abbiano risolto la questione ed eventualmente se esistono dei package in grado di facilitare tutte queste operazioni.

Grazie
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egreg9
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Messaggi: 9988
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MessaggioInviato: Mar Giu 28, 2011 10:52 pm    Oggetto: Re: Punti Didot Rispondi citando

nhcvi2 ha scritto:
Nella necessità di dover comporre secondo un layout molto tradizionale ho fatto uso dei punti Didot invece che dei punti anglosassoni.
Ciò ha implicato dapprima l'inclusione di un file di stile nel documento originale, anche se poi ho preferito creare una nuova classe che rispondesse a tutte le mie esigenze.

Vorrei sapere, qualora altri si siano trovati ad affrontare lo stesso problema, come abbiano risolto la questione ed eventualmente se esistono dei package in grado di facilitare tutte queste operazioni.

Grazie

Benvenuto!

Quali operazioni? Scrivere una classe richiede di impostare alcune dimensioni; che siano espresse in dd o in pt che cosa cambia?

Ciao
Enrico
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Ceterum censeo differentiale signum non esse operatorem.
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OldClaudio
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Messaggi: 1264

MessaggioInviato: Mar Giu 28, 2011 11:29 pm    Oggetto: Rispondi citando

Nella figura 2.3 della Introduzione all'arte sono mostra alcune scale in unità tipografiche e in misure del SI. La differenza fra i punti Postscript e quelli angloamericane son invisibili ad occhio nudo, mentre quell fre in dd e i pt si vedono ad occhio nudo, ma onestamente la differenza non è grande: fra 300pt e 300dd ci saranno un otto millimetri di differenza, certo non una cosa trascurabile, ma veramente ben poco.

Per quel che riguarda le misure dllo specchi di stampa certamente la differenza è sensibile, ma se usi geometry puoi specificare le unità che vuoi; per i contrografismi, che solitamente non superano la dozzina di pt, la differenza forse è osservabile ad occhio nudo solo da un occhio molto esercitato.

Ricorda:
1dd = 0,3759715104 mm
1pt = 0.35145980351 mm

(di punti Didot ne esistono diversi che variano di qualche μm l'uno dall'altro)
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Old Claudio

Coloro che s'innamorano di pratica senza scienza sono come nocchiero che entra in nave senza timone o bussola che mai ha certezza dove va. - Leonardo da Vinci
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nhcvi2



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Messaggi: 6

MessaggioInviato: Mar Giu 28, 2011 11:30 pm    Oggetto: Rispondi citando

Mi spiego meglio e chiedo venia per l'imprecisione lessicale.

Per quanto divertente la definizione di una nuova classe necessita, almeno da parte mia, di un lavorio continuo tra progettazione e collaudo. I risultati compensano gli sforzi, tuttavia mi chiedevo se esistessero delle vie più sbrigative o almeno più eleganti.

Non ho trovato su CTAN dei modelli di documento in punti Didot, né credo sia possibile ridefinire con un solo comando uno switch che trasforma tutti i punti anglosassoni di default in modo che misurino quanto un punto Didot.

Forse qualche lettore del forum ha risolto in modo più brillante un problema simile al mio.

Grazie davvero...


Claudio
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nhcvi2



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MessaggioInviato: Mar Giu 28, 2011 11:55 pm    Oggetto: Rispondi citando

Scusa OldClaudio, ma ho postato senza aver fatto in tempo a leggere il tuo messaggio.

Conosco l'Introduzione all'arte e mi sembra ben documentata, come pure le tue osservazioni.

Eppure, essendomi proposto di riprodurre lo stile di documenti progettati prima dell'avvento del DTP, trovo molto più semplice usare la misura in dd o cc, in quanto uso numeri interi o al massimo mezzi punti per definire la gabbia del testo, l'avanzamento di riga e via dicendo.

Potrebbe sembrare una velleità inutile, ma ai miei occhi la versione così realizzata con LaTeX risulta molto più simile agli originali.

Young (ma non troppo!) Claudio
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OldClaudio
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Messaggi: 1264

MessaggioInviato: Mer Giu 29, 2011 10:34 am    Oggetto: Rispondi citando

OK; supponiamo che io voglia imitare un testo del Bodoni (di cui ho una copia originale);
prendo il tipometro o qualunque buon righello di misurazione, prendo le pagine del libro e le fotocopi ingrandendole di un fattore maggiore di 1 (diciamo 3 o 4), misuro la gabbia bodoniana, l'avanzamento di riga, vedo di misurar qualche caratteristica che mi faccia indovinale il corpo del font, sperando di poter disporre di caratteri bodoni che assomiglino agli originali, misuro lo spessore di filetti con i quali Bodoni incorniciava i suoi specchi di stampa, eccetera, eccetera. Voglio usare numeri interi? benissimo; uso i punti Didot (quali? è irrilevante, non sono in grado di misurare i micrometri) Poi prendo la classe momoir e configuro la carta grezza, la pagina finita, lo specchio di stampa, eccetera, e inserisco questi dati nei comandi di memoir; che poi TeX internamente usi i punti angloamericani o gli scaled points è irrilevante.

Voglio scrivermi una classe dove tutto sia indicato in dd, che problema c'è? mica devo lasciare gli stessi numeri, devo metterci i miei e me li posso indicare in dd, in pt, in mm o anche in pollici se proprio volessi (ovviamente non voglio).

Vuoi convertire le misure di parametri simbolici come per esempio \abovedisplaysckip oppure \topskip in dd? basta rifare la assegnazioni moltiplicando il secondo membro per il fattore 0.93480099582 (rapporto fra i due numeri che ti ho indicato nel precedente post) e hai fatto la conversione:

\topskip =0.93480099582\topskip
\abovedisplayskip=0.93480099582\abovedisplayskip

se invece vuoi assegnare 10dd e 12dd a quei due parametri glieli dai direttamente:

\topskip=10dd
\abovedisplayskip=12dd

Detto questo, che sicuramente avrai già fatto nella tua classe, non vedo la necessità di convertire i pt in dd in modo "automatico"
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Old Claudio

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nhcvi2



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MessaggioInviato: Mer Giu 29, 2011 11:46 am    Oggetto: Rispondi citando

Perfetto, continuerò a lavorare come ho già fatto.

Nel rielaborare i file di classe mi sfuggono meno particolari che con Memoir, ma ammetto che è questione di gusti. I parametri li ho modificati direttamente, senza moltiplicare per il fattore di conversione.

Ovvio che ci sono molti punti Didot, ma il problema credo sussista solo per i testi più antichi. Ho usato l'unità di misura fornita da TeX che calza a pennello per i miei progetti. Ho preso a modello alcune stampe a torchio molto più recenti (Mardersteig, Riva).

Per quanto riguarda la tua copia bodoniana, ti riferivi forse al Ver-Vert di cui ho letto in un'intervista?

Un saluto


Claudio
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OldClaudio
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MessaggioInviato: Mer Giu 29, 2011 1:27 pm    Oggetto: Rispondi citando

Sì, proprio Vert-Vert. Smile
Ma ho anche la copia del Manuale Tipografico ristampato anastaticamente in Germania recentemente e di cui ho dato notizia in questa rubrica del forum diversi mesi fa.
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Old Claudio

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nhcvi2



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MessaggioInviato: Mer Giu 29, 2011 2:35 pm    Oggetto: Rispondi citando

Già, l'edizione della Taschen. Grazie alla tua segnalazione la comprai subito.
La carta non è eccelsa ma le proporzioni si avvicinano maggiormente all'originale rispetto alla riproduzione del 1965 edita da F.M. Ricci.

Un ulteriore motivo per ringraziarti.
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